"...in una 10 km hai tempo solo per la gara, devi stare concentrato sul ritmo e spingere. In una gara come quelle che faccio io devi stare attento ad alcune cose, non perdere la strada o il sentiero, mangiare e bere quando è il momento, guardare dove metti i piedi, ma poi ti avanza ancora tanto tempo e non puoi certo pensare al traguardo (a volte io corro gare da 20-22 ore…) è viene il momento per liberare la mente, guardarsi attorno, sentire se stessi, ripensarsi un po’."
-Marco Olmo-

martedì 17 aprile 2012

Traversata dei Colli Euganei - TCE

Il mio regalo di Babbo Natale!

 
Tanta acqua, ma sopratutto una quantità di fango incredibile!
Ottima organizzazione, ristori e volontari sempre con il sorriso, gentilissimi e accoglienti anche sotto l'acqua.

Io e Gian arriviamo a Villa di Teolo la sera del sabato. Ritiro pettorali e cena in compagnia di tanti trailers con i quali scambiare chiacchere su gare passate e future. 
Si parla del percorso del giorno dopo e ci viene consigliato di partire forte per evitare l'imbuto che si crea al 5° chilometro a causa di un passaggio ripido in discesa.
Pernottamento in parrocchia, con materassino a sacco a pelo, sveglia e colazione in comune con i tanti che hanno scelto questa sistemazione.

Piove fin dal primo mattino ma il morale è comunque alto!

Alle 08:00 parte la Traversata dei Colli Euganei 2012

Siamo davanti, tra i top runners... il ritmo effettivamente non è proprio il mio, ma a parte questo qualcosa d'altro non funziona. Le gambe sono pesanti e il cuore viaggia a 170 bpm: decisamente troppo per una salita nemmeno troppo ripida. Rallento il passo, Gian va avanti (fermarsi voleva dire prendere davvero tanto freddo), io cammino per riprendere fiato.
Ci metterò una oretta per entrare in gara e correre sereno. La cena o la colazione avevano bisogno di un pò di tempo per andare giù!
Anche questa è esperienza :-)

La gara prosegue molto bene. L'ambiente spettacolare. Piove ma l'acqua non è fastidiosa. Le gambe girano leggere e la testa ci sta dietro serena.
Tanto fango, alle volte si scivola, in un paio di occasioni si cade, le scarpe si appesantiscono... è una esperienza nuova, quasi divertente!
I ristori sono numerosi e ben posizionati, i volontari sempre sorridenti e disponibili: un piacere fermarsi.
Alcune discese sono molto "tecniche" per il fango... sembra di pattinare. Il percorso è sempre ben segnalato, non si ha mai la sensazione di perdersi.
I chilometri scorrono, qualcuno leggero qualcuno più pesante! Mi sembra di faticare di più nei tratti pianeggianti veloci piuttosto che nelle salite camminate. Così l'ascesa al Monte Madonna scorre piacevole, più del previsto.

L'arrivo è per me trionfale. Ci sono Hillary e le bimbe ad aspettarmi prima del traguardo.
La gioia per essere arrivato in fondo, l'entusiasmo per la bellissima esperienza adesso si fonde con l'orgoglio di passare sotto l'arco che segna il traguardo per mano con le bimbe!


Tanta fatica, ma mai eccessiva. 
Un paio di momenti di crisi, tantissimi momenti di "esaltazione".
Un grande errore nell'alimentazione prima della partenza, dovutamente pagato.
Una esperienza che rischia di creare dipendenza!



Un fatto curioso:
8° chilometro circa, devo fermarmi a sistemare una ghetta. Mi piego e percepisco agli occhi la sensazione di un flash molto forte. Per un attimo mi sono chiesto chi mi stesse fotografando. Mi giro e sento un forte colpo arrivare da ogni direzione. Non è un botta che prendi da qualche parte. E' proprio un colpo che arriva da destra e da sinistra, da davanti e da dietro contemporaneamente.
Quasi cado.
Mi giro ancora e mi accorgo che piegandomi, bagnato dalla pioggia,  mi sono appoggiato prima con la testa e poi con la spalla sulla recinzione elettrificata contro i cinghiali!!!!













Un consiglio per gli organizzatori:
forse l'unica cosa migliorabile è l'arrivo con uno speaker o una stretta di mano da parte degli organizzatori o un foglietto con scritto "finisher" o un qualsiasi ammenicolo, sicuramente inutile, ma celebrativo della fatica fatta... anche fosse solo la maglietta consegnata sotto il traguardo.

2 commenti:

  1. Anche la scossa dei cinghiali! Non ti sei fatto mancare niente. Meglio partire piano, io la faccio sempre! Il problema è che... continuo anche piano! Bel racconto

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